Vino biologico, organic wine: un prodotto di qualità superiore o semplicemente opportunità di scelta


In effetti un cultore della lingua avrebbe da ridire già sul nome! Cosa significa vino biologico? Non hanno forsse tutti i vini caratteristiche biologiche? O si tratta di un’alternativa a vini chimici o artificiali?

In realtà l’appellativo vino biologico è qualcosa di molto simile ad un neologismo che definisce una categoria di vini prodotti in ottemperanza al Regolamento Europeo 203/2012 che esclude l’uso di antiparassitari e/o concimi chimici di sintesi in vigna, ed obbliga all’utilizzo di prodotti enologici ben definiti ed espressamente autorizzati, in cantina. Tali vini sono riconoscibili dal logo europeo che il citato Regolamento consente di apporre in etichetta alle aziende vitivinicole produttrici dotate di una certificazione di conformità rilasciata un ente certificatore terzo.

Ovviamente qualora si volesse approfondire l’argomento da un punto di vista accademico non si avrà difficoltà a reperire materiale scientifico ed agronomico da sviscerare ma per me consumatore può già bastare perchè in realtà la scelta tra un vino biologico ed uno “convenzionale” si basa su altri aspetti.

Il primo: il vino biologico è “più buono”?

Non necessariamente. L’impatto organolettico della pratica biologica, in realtà, è molto limitato se non addirittura nullo. E’ vero che la forte limitazione delle sostanze chimiche di sintesi si traduce in una maggiore tollerabilità del vino al consumo ma è altrettanto vero che esistono in commercio svariati vini, anche di blasone, davvero meravigliosi agli occhi, al naso ed al palato pur derivando da un processo produttivo di natura convenzionale.

Il secondo: il vino biologico è “più sicuro”?

Sì. Il produttore biologico è tenuto a rispettare un disciplinare molto ben definito in tutte le fasi del processo. Inoltre è sottoposto a severi controlli da parte dell’ente certificatore. Tutto questo può essere interpretato come maggiore sicurezza alimentare per il consumatore finale.

Il terzo: il vino biologico è “più ecologico”?

Indubbiamente sì. La limitazione imposta ai coadiuvanti di sintesi chimica si traduce in un impatto ambientale molto più sostenibile rispetto al sistema convenzionale. Per questo il consumatore con un più spiccato senso dell’ecologia potrebbe decidere di preferire questo tipo di vini ad altri.

Il quarto: il vino biologico denota “più passione”?

No. Ho conosciuto personalmente decine di viticultori decisamente innamorati del proprio lavoro sebbene in conduzione convenzionale.

In conclusione dunque, la scelta tra un vino biologico ed uno convenzionale resta assolutamente personale. Frutto di sperimentazione, passione e curiosità piuttosto che dettata esclusivamente da simboli e sigle. Inoltre non deve mai essere generalista. Nessuno ci può mettere di fronte ad alcun aut aut. Posso gradire un Marche Chardonnay Biologico della cantina Collevite ed amare il Rosso Piceno Superiore “Rovo Nero” prodotto dalla stessa cantina ma in regime convenzionale.

Del resto il fascino della ricerca e la gioia della scoperta non fanno altro che amplificare il piacere di un buon calice di vino!

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